La seconda via della comunicazione pubblicitaria: la pubblicità comparativa

Home / Marketing / La seconda via della comunicazione pubblicitaria: la pubblicità comparativa

Tutti gli articoli:

Questa è la via utilizzata spesso dalle nostre compagnie telefoniche (e moltissimo dalle aziende americane) o anche, ad es., dalla Procter&Gamble per pubblicizzare l’ormai noto detersivo per il bucato. Ti ricordi il tentativo di rifilare due fustini in cambio di uno?

1966: Fu l’anno di lancio del detersivo “Dash”, destinato a entrare nel vissuto di intere generazioni di consumatori italiani e a diventare sinonimo di bianco e pulito. Attraverso le sue campagne pubblicitarie, “Dash” ha contribuito a scrivere la storia della comunicazione testimoniando i cambiamenti della società italiana. Da sempre “Dash” è leader di mercato in Italia (fonte: sito P&G).

Non è necessario mostrare il prodotto della concorrenza! Un esempio particolarmente caro, però, è quello del Chinò: “l’altro modo di bere scuro”. Un “grande” esempio di posizionamento; un modo semplice di instillare il prodotto nella mente del potenziale consumatore in un area già occupata da un competitor (ultimo esempio in basso).

La pubblicità comparativa si può utilizzare in Italia? Se quello che dici è vero, si!

È una strada facile che offre la possibilità di sfidare il leader di mercato e guadagnare velocemente quote di mercato (naturalmente se il prodotto “sfidante” è in grado di reggere il confronto).

Colgo l’occasione per ringraziare i signori di www.spot80.it per la preziosa collezione di video pubblicitari.

Showing 2 comments
  • Annette

    Per quel poco che so a riguardo, la pubblicità comparativa in Italia non ha vita facile. Abbiamo troppe leggi che tutelano la concorrenza. Trovo che sia una strategia alquanto aggressiva,perche mira direttamente a ‘rubare’ clienti ai competitors a favore della propria quota di mercato.

    • Maurizio Vinci

      Ciao Annette, la strada della pubblicità comparativa, in italia, è utilizzata solo da alcune aziende che competono sulla base del prezzo (vedi le compagnie telefoniche); probabilmente, come scrivi tu, a causa dei vuoti legislativi.
      Alcune aziende, però, sono riuscite a coinvolgere i propri consumatori generando vere e proprie “competizioni tra fan” (vedi le cola wars).
      Dal punto di vista strettamente strategico, la pubblicità comparativa offre molte opportunità ai fini del posizionamento di un prodotto. Non vorrei, però, responsabilizzare troppo la creatività delle nostre agenzie.
      Ad ogni modo, ogni “curatore” di prodotto ha il suo stile. Io, ad es., credo che la competizione diretta (ammesso che l’azienda se lo possa permettere) avvantaggi l’utilizzatore finale.

Leave a Comment

Contattami
  • Maurizio
  • Vinci
  • +39 392 778 21 25
  • Via ALCIDE DE GASPER 12/A - Cellamare (Bari)
  • info@mauriziovinci.it
Seguimi su