La prima via della comunicazione pubblicitaria: la soluzione di un problema

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È la via utilizzata da Rosser Reeves (negli anni 30 e 40) ed anche la più utilizzata dalle aziende farmaceutiche per pubblicizzare i farmaci da banco.

Hai preso un brutto raffreddore e stasera hai una cena con i colleghi alla quale proprio non puoi mancare; prendi una speciale tisana, anche al bar, e tutto passa nel giro di pochi minuti. La tua vita (quella sociale s’intende) è salva! Ti ricorda nulla (non sono riuscito a trovare il commercial di 30”)?

Ed il gingle “Spaghetti, pollo, peperoni, tre polpette, sei bignè….”?

La via soluzione di un problema può essere utilizzata anche per prevenire un problema prima che si verifichi. È il caso dell’ormai noto “bifidus acti-regularis” e di tutti gli pseudo-yougurt (a parte l’Activia che si è differenziato per l’utilizzo della “soluzione al gonfiore” ed il ricorso all’endorsement della Sig.ra Marcuzzi). Attenzione a non dare mai troppo rilievo al problema. Puoi, inoltre, ricorrere all’espediente del mostrare il verificarsi del problema dovuto ad un mancato uso del prodotto (e far leva sulla paura).

Activia è un prodotto di cui vorrei scrivere in questo blog, perché rappresenta, a mio parere, il caso di maggior successo in termini di posizionamento, packaging e comunicazione tra i prodotti più recenti (sono riusciti a posizionare un prodotto dolciario fra quelli dedicati al benessere).

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