Dash Lana e Delicati

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Il marketing dei detersivi è fra le attività più gratificanti ed avvincenti; la Procter & Gamble ha una lunga esperienza in materia di marketing. Per pochi fortunati, infatti, la P&G rappressenta una vera e propria università, forse la migliore a cui si possa aspirare.

Non mi meraviglia che il marchio Dash di P&G sia oggi una marca a tutti gli effetti (come Bolt, Ace e molte, molte altre) e che comprenda un vasta linea di prodotti. È vero, P&G ha sempre sostenuto la scuola del una-marca-un-prodotto, ma alcuni suoi marchi sono così radicati nella nostra mente da non costituire alcun pericolo per l’azienda. Gli uomini Procter & Gamble sono anche “cacciatori” di nuovi trend sociali. Nel 2007, infatti, è stato avviato un programma di 5 strategie per uno sviluppo sostenibile (mi auguro non si tratti solo di greenwasching). Insomma, il marketing P&G sembra impeccabile. Quasi…

Fra i tanti prodotti della P&G, in vista della stagione invernale, ho acquistato il Dash Lana e Delicati. Al primo utilizzo, leggo attentamente l’etichetta sul retro. Tra le varie indicazioni si raccomanda di utilizzare il dosatore (la pallina) da introdurre nel vano biancheria. Una “X” di colore rosso lascia intendere di non utilizzare il vano detersivo della lavatrice. La confezione, però, non è dotata di dosatore e nemmeno di indicazioni sul come procurarselo. Dopo una breve ricerca raggiungo la consapevolezza che il dosatore non fa parte della confezione (e non solo per il Dash).

Il sito web dedicato ai prodotti della linea Dash mi offre subito la possibilità di richiedere gratuitamente il dosatore. Eureka! Una volta acquistato il prodotto sono costretto al ricatto di dover lasciare i miei dati e di dover ricevere informazioni (da parte anche di altre società del medesimo gruppo Procter&Gamble in Italia) per poter utilizzare il prodotto.

Le osservazioni, a questo punto, sono due:

  1. L’assenza di indicazioni o istruzioni sulle confezioni dei prodotti della P&G sul come ottenere la pallina dosatrice.
  2. La penetrazione di Internet in Italia ancora sotto il 50% ed i problemi legati al digital divide. Non tutti possono accedere ad Internet.

Ritengo personalmente controproducente per la P&G l’utilizzo di un espediente paradossale, in tempi di massima consapevolezza e volubilità del “consumatore”, soprattutto se ideato ai fini di fidelizzazione e promozione. Oltretutto lesivo per quanto riguarda alcuni valori portanti del brand. Ci risiamo: ancora una volta il marketing vecchia scuola. Nel mentre, attendo che il postino mi consegni la pallina dosatrice per rinfrescare il mio guardaroba: duplice paradosso.

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