Management

L’agricoltore che verrà

by on 15 maggio 2010

Cambiano gli stili di vita e di conseguenza cambia il modo in cui le persone acquistano e consumano. Si fanno strada nuovi trend quali i farmer market gli acquisti direttamente in azienda, i prodotti a km 0, i punti vendita gestiti direttamente dalle imprese agricole, gli orti in affitto e gli animali in adozione. Tutti trend che registrano costanti tassi di crescita, di anno in anno.

Ciò che prima era percepito come un servizio al consumatore, oggi è visto come spreco, come menzogna. Il consumatore ha imparato che i prodotti fuori stagione sono uno spreco di risorse a danno dell’ambiente e dell’economia locale. Prodotti tarati sulle preferenze del consumatore, che spesso subiscono trattamenti cosmetici.

Si fa sempre più strada l’idea che acquistare direttamente dal produttore aiuti a contenere i costi (ed “accorciare” una filiera che in alcuni casi moltiplica i prezzi dei prodotti fino a sei o sette volte), a consumare prodotti sani, freschi, e che finalmente si possa “gustare una pera che sa di pera”. Il consumatore torna ad apprezzare la stagionalità dei prodotti come veicolo simbolico di genuinità. Nel 2009 il 67% degli italiani ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo. La Confederazione Italiana Agricoltori, ad es., ha avviato La Spesa In Campagna, un progetto che riscuote discreto successo nonostante la latitanza delle nostre aziende locali.

Cambierà di conseguenza il modo in cui prodotti raggiungono la distribuzione. È un processo inevitabile.

Ho già menzionato, in un precedente articolo, che l’Italia e più in particolare le regioni meridionali, si troveranno spontaneamente attualizzate da un punto di vista degli stili di consumo. Il consumatore fa un passo indietro e riscopre valori più tradizionali, mediterranei. Prima o poi anche le normative seguiranno i trend di consumo, come già accade in altri paesi europei e come sta già accadendo in Italia, ad es. per il settore ittico.

L’azienda agricola deve però farsi trovare preparata. Il consumatore è pur sempre un cliente “viziato”, abituato ad un servizio moderno. Così anche tutto il sistema distributivo, ma, e mi spiace constatarlo, la nostra piccola impresa agricola non recepisce il messaggio.

Le imprese organizzate, professionalizzate ed aggregate riusciranno ad evitare inutili intermediazioni. Altre riusciranno ad aprirsi uno spazio e distribuiranno autonomamente il proprio prodotto.

Ma cosa deve fare la piccola e la media impresa agricola per attualizzarsi e professionalizzarsi?

Presupponendo l’eccellenza del prodotto e la volontà di attualizzarsi passo brevemente in rassegna i punti fondamentali del processo di attualizzazione prendendo in prestito una metafora da una vecchia teoria: la Star Strategy.

Le star, quelle di Holliwood per intenderci, devono possedere alcune caratteristiche per essere, appunto, star. Il talento da solo non basta, così come per l’impresa, per quanto eccellente, il prodotto da solo non basta.

Servono il fisico, il carattere e lo stile.

Per fisico intendo la prestazione dell’impresa, quella tecnica. Tutto ciò che ruota intorno al prodotto deve trasmettere solidità e mostrare una perfetta organizzazione. Da chi risponde al telefono a chi ha il contatto diretto con il cliente, le persone devono trasmettere fiducia nell’azienda e condivisione di obiettivi. Il prodotto sarà percepito come una conseguenza ovvia del lavoro dell’impresa.

Il carattere è una caratteristica imprescindibile per l’impresa moderna. Il carattere avvicina la gente indipendentemente dalla personalità. Il carattere si dimostra con la coerenza verso i propri valori e la propria cultura.

In fine lo stile, elemento essenziale che trasmette e comunica ai propri interlocutori in modo sintetico quanto dello stile e del carattere dell’impresa.

L’impresa agricola pugliese deve iniziare un processo di professionalizzazione che passa dall’accettazione dell’inevitabile cambio di posizione alla ricerca di una nuova configurazione nell’ottica, questa volta, del cliente.

Articolo pubblicato sul portale della Confederazione Italiana Agricoltori Puglia

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